Ieri, finalmente, è nevicato anche qui. Per questo abbiamo potuto starcene a casa tutti e tre, dal momento che da noi, quando nevica, si blocca tutto. Quest'anno la neve ha deciso di essere generosa ed è scesa senza riserve tutto il giorno e tutta la notte. Oggi non nevicava più ed il mondo mi si è presentato alla finestra ammantato di una luce intensa ed inconfondibile. Ho quindi decretato che oggi doveva essere la mia Festa della Neve, per cui ho deciso anche di cucinare qualcosa di nuovo.

Ultimamente in cucina sono mentalmente attivissima, ma all'atto pratico piuttosto passiva... Nella mia testa mi immagino intenta a cucinare mille piatti e mille dolci. A volte riesco a fare qualcosa, altre volte mi costringo a malapena a cuocere un piatto di pasta. Con i dolci poi ho un rapporto strano. Sono il mio sogno proibito. Vorrei farli bene, vorrei sperimentare, ma non sono mai soddisfatta del risultato.

Tornando ad oggi... Questa mattina siamo usciti tutti e tre per fare una passeggiata, che purtroppo è stata piuttosto breve. La neve, alta 40 cm, per via del vento in alcuni punti si era accumulata fino ad un metro e più, quindi la strada in campagna era impraticabile. Quei pochi passi, però, mi hanno dato gioia e mi hanno fatto tornare bambina. Ho riassaggiato la neve e sono saltata dentro i mucchi più alti. Poi, per evitare di congelare la bambina, siamo rientrati e sono passata alle sperimentazioni gastronomiche.
Qui avevo trovato una ricetta per cucinare la quinoa (questa sconosciuta...ricca di proprietà nutritive, contiene fibre e minerali ed è un'ottima fonte di proteine vegetali - le mie sperimentazioni vegetariane continuano - ne riparlerò perchè mi incuriosisce ed ha una storia interessante), che però ho un po' variato.
Ecco la mia ricetta:
Quinoa con zucca, patate, mandorle e olive nere
400 g di zucca
2 patate piccole
1 cipolla piccola
200 g di quinoa
1/2 l di brodo vegetale
una manciata di mandorle tritate
olive nere tritate grossolanamente a piacere (io ho usato 15 olive di Gaeta)
salvia (2-3 foglie)
olio extravergine di oliva
Ho fatto rosolare la cipolla, poi ho aggiunto zucca e patate tagliate a tocchetti, quindi la quinoa, le mandorle e le olive. Ho fatto rosolare un paio di minuti, mescolando di tanto in tanto, poi ho aggiunto la salvia a pezzetti ed il brodo. Ho fatto cuocere per circa 25 minuti. Il risultato è nella foto a lato.
Non soddisfatta, ho deciso di cimentarmi nelle tortine alla zucca suggerite
qui da
Michela. Volevo proprio finire la zucca che avevo in casa. Ci sono piaciute moltissimo e le ho fatte assaggiare anche alla mia bambina (ovviamente a pezzetti piccoli piccoli), che per l'occasione ho fatto anche bere per la prima volta dal bicchiere di vetro (ovviamente lo tenevo io).
Grazie alla neve, così, sono riuscita a passare una giornata tranquilla, davvero casalinga, con la piccola che giocava con il papà, mentre io cucinavo.
Da quando è nata la piccola, apprezzo molto questi momenti, in un modo che mai avrei immaginato prima.
Con la poca zucca rimasta ho infine preparato anche la pappa per lei. Insomma...uno zucca-day... Io adoro incondizionatamente la zucca...
Per completare la Festa della Neve, ho letto una delle storie di Boscodirovo ("
Le storie di Boscodirovo" di Jill Barklem, EL Edizioni) alla mia bimba.
Per evitare che mi impedisse di leggerla per la troppa smania di strapparmi il libro dalle mani, le ho prima dato modo di toccarlo, aprirlo, sfogliarlo. Dal momento che sono abbastanza gelosa dei libri e che temevo ne strappasse le pagine (ha solo poco più di nove mesi), ma ben sapendo che i bambini devono poter manipolare i libri per poterli sentire vicini e familiari, l'ho lasciata fare guardandola con i brividi e la pelle d'oca. Mi ha però piacevolmente sorpreso, perchè lo ha esplorato a lungo, ma, fortunatamente, non lo ha rotto e, infine, quando si era saziata del contatto con il libro, mi si è buttata tra le braccia ed io ho potuto iniziare a leggerle "
La scala segreta", un dolcissimo racconto di mezzo inverno.
Questo libro sembra piacerle molto, intendo anche a livello tattile. Già un'altra volta lo ha manipolato per un po'. La incuriosisce forse l'oggetto libro in sè, dal momento che sono le prime volte che lo lascio direttamente a lei tra le mani.
E' importantissimo che i bambini possano manipolare ed avere un rapporto diretto con i propri libri fin da piccolissimi, perchè in questo modo il libro, inizialmente solo come gioco sensoriale, diviene per loro un oggetto familiare. Si dice anche che, affinché possano sentirlo davvero come un oggetto proprio, debbano essere liberi di manipolarlo anche fino al punto di romperlo.

Io fatico ad accettare questo tipo di affermazione, probabilmente perchè ho una specie di venerazione per l'oggetto libro in sé e poi perchè i libri per bambini sono spesso incredibilmente belli dal punto di vista estetico e quindi mi dispiacerebbe se venissero rotti. Inoltre credo sia importante che i bambini comprendano anche il valore di un oggetto e la fortuna di poterlo avere, cui dovrebbe forse automaticamente seguire una sorta di rispetto per esso. Certo non è facile farlo capire a bambini molto piccoli. In ogni caso vedrò di volta in volta come comportarmi. Per il momento cercherò di evitare che distrugga i libri che le leggo. A proposito di questo: da quando la bambina aveva un mese, praticamente ogni giorno (o quasi), le leggo qualcosa, magari anche solo per pochi minuti o solo poche righe. A poco a poco è divenuta un'abitudine, un appuntamento irrinunciabile, che spero di poter continuare ad avere anche quando riuscirò (mi auguro) a tornare al lavoro.
Adesso, per coronare questa giornata di festa, dal momento che la luna è quasi piena ed il cielo è tornato sereno, il mio compagno ed io ci alterneremo (non posso di certo lasciare la bimba sola in casa, né portarmela dietro, ma neppure rinunciare a questo spettacolo) in una piccola passeggiata notturna per fotografare i campi qui fuori con la luce lunare che si riverbera sulla neve.