
E ancor più esercitano su di me attrazione le storie di quelle donne che hanno preso parte, sebbene in misura minore rispetto all'universo maschile, alle scoperte geografiche e scientifiche di terre ai confini del mondo conosciuto di allora. L'avventura viene sempre vista come una prerogativa maschile, come, molto spesso, l'indagine scientifica, lo spirito di osservazione acuto e meticoloso che ha fatto conoscere specie esotiche di piante ed animali misteriosi. Così non è. E lo spirito di avventura e di ricerca e la sete di conoscenza fanno parte dell'essere umano e non del solo genere maschile. Dovrebbe essere cosa ovvia, ma spesso purtroppo non lo è e soprattutto non lo è stato in passato.
Tutte queste notizie mi hanno riportato alla mente due libri, uno che ho letto un po' di tempo fa e l'altro che ancora attende le mie attenzioni. Il primo è "Un giorno saprai" di Jennifer Vanderbes (di cui mi aveva attirato molto la copertina), un romanzo costruito su due trame parallele che si svolgono una nel 1912 e l'altra sessant'anni dopo nell'Isola di Pasqua .
Nel 1912 Elsa Pendleton sposa un antropologo più anziano di lei e parte con sua sorella, una ragazza autistica, per seguire il marito in una spedizione della Royal Geographic Society per studiare i maoi, le grandi teste dell'Isola di Pasqua. Sessant'anni dopo, invece, un'altra donna, una biologa americana, giunge sull'isola per verificare una strana teoria sulla rovina e distruzione dei maoi. Non ricordo nei dettagli questo libro, ma so che mi era piaciuto molto e che mi aveva appassionato per le sue atmosfere e per l'introspezione psicologica dei personaggi.
L'altro libro è "La moglie del cartografo" di Robert Whitaker, che è, invece, una storia vera, un episodio storico dimenticato che narra di una grande avventura e di una grande storia d'amore. Nel 1735 l'Accademia delle scienze francese organizzò una spedizione in Sud America per riuscire ad accertare, attraverso complicate misurazioni, che forma avesse la Terra, ovvero se fosse schiacciata ai poli o all'equatore.

Per approfondire il tema delle esploratrici e viaggiatrici del passato, ho scoperto, inoltre, che esiste un testo di Luisa Rossi, "L'altra mappa. Esploratrici, viaggiatrici, geografe", che parla proprio di donne che tra Cinquecento e Novecento hanno compiuto esplorazioni e viaggi in terre lontane. Di sicuro deve essere interessantissimo.
In questa umida ed uggiosa giornata di primavera, ho buon materiale per sognare farfalle giganti, fiori multicolori, giungle lussureggianti e misteriose, lunghe traversate in mare per giungere a terre di sogno...
Con questo post partecipo al Venerdì del Libro.
9 commenti:
Scoprire viite e storie di donne tanto originali e interessanti fa sempre piacere!
Anche io, sai, ero rimasta favorevolmente impressionata e incuriosita dal doodle di Google dedicato a Anna Maria Sybilla Merian!
I libri che citi non li conosco ma se ti sono piaciuti credo che siano meritevoli di attenzione, perchè ho imparato bene ad apprezzare i tuoi giudizi, cara amica :-)
Un bacio e buon weekend!
Ciao Tamara, grazie per i commenti lasciati sul mio blog. Sono a letto ammalata come non mi capitava da tempo, forse dall'infanzia quando il lato positivo di un male di stagione era il non andare a scuola e lo stare a casa a leggere. Invece purtroppo questa volta stavo tanto male che non sono riuscita ne a leggere e neanche ad avere la compagnia del computer perchè la luminosità dello schermo era troppo per la mia testa appesantita. Ma ho avuto la dolce compagnia del mio cagnolino, così affettuoso e paziente...Oggi sto meglio ed eccomi al pc. Anche io sono andata a scoprire chi fosse la donna celebrata da Google e quanta invidia. Penso che nessuno vivrà più vite così avventurose e interessanti. Mi sembra che ormai sia stato scoperto tutto, o come hai detto anche tu, ormai quasi tutto il mondo ci è se non a portata di mano, senza dubbio a portata di click, cosa molto "democratica" ma meno affascinante! Il corso monografico del mio esame universitario di Geografia Umana verteva sulla letteratura di viaggio, in particolare sui diari del Grand Tour. Da allora ho la passione per i resoconti di viaggio anche se in effetti è da un pò che non ne leggo. Cercherò in biblioteca i titoli che hai suggerito. A presto Tamara, Valentina
Ma sai che mi è successo lo stesso "scoprendo" quel doodle di google e chi c'era dietro... ho fatto ricerche per l'intera giornata (nei momenti liberi) e mi sono stampata alcune delle sue meravigliose tavole... una Gran donna!!!!
Ciao! Bellissima recensione, tutta al femminile. Adesso mi metto a curiosare nel tuo bel blog!
Libri al femminile... mi piace l'idea... è sembre bello e stimolante leggere storie di donne che, in un modo o nell'altro, sono state protagoniste importanti. Sono anche un esempio da seguire, no?
I libri che citi m'intrigano molto. Credo proprio che li metterò in lista per il futuro. Ciao Manu
Interessante il tema delle donne avventuriere e studiose della natura e dei viaggi, soprattutto in epoche remote dove, come ricordi tu, le possibilità erano diverse per molti aspetti! :)
Mi hai fatto riflettere sul fatto che ultimamente sto leggendo solo storie di donne scritte da donne, preferisco autrici e storie al femminile sicuramente, quindi prendo appunti per questi titoli!GrAZIE!
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