sabato 3 marzo 2012

In ricordo del 3 marzo 1923

Oggi sarebbe stato l'ottantanovesimo compleanno di mia nonna, ma purtroppo lei non è più qui per festeggiarlo. Vive nella mia memoria e la sua casa, che ho così meticolasamente fotografato dopo la sua morte, per paura di dimenticarla, è in realtà scolpita nella mia mente come un intarsio nella pietra. La sala con il divano rosso, con l'eterno suono della macchina da cucire, gli spilli colorati persi sul pavimento e piante rigogliose come non ne ho mai più visto in casa di nessuno; la cucina profumata di frittelle di farina di castagne, caffè macinato e pizza fatta in casa; la sala con la televisione ed il divano dove mi accoccolavo accanto a lei che guardava la televisione; il terrazzo da cui d'estate guardavo le stelle cadenti; lo sgabuzzino traboccante di oggetti messi da parte meticolosamente perchè tutto poteva essere utile e niente si buttava, ma si riusava.
Vorrei dire e ricordare tante cose di lei, ma tutti i pensieri ed i ricordi sono racchiusi dolorosamente e preziosamente dentro di me. Oggi, però, vorrei ricordarla con qualche riga che avevo scritto qualche anno dopo la sua scomparsa, cercando di riportare alla memoria le sensazioni che provavo quando passavo a trovarla d'inverno, cosa che accadeva tutti i giorni, dal momento che abitava nel mio stesso palazzo. Quella che descrivo è quindi una sensazione che racchiude una grande parte della mia vita.

"Mentre la musica mi ipnotizza e fa socchiudere i miei occhi, ricordo quando d’inverno scendeva veloce la sera e io andavo a casa di mia nonna per salutarla.
Tenendo le mani sul termosifone caldo, avvicinavo il viso al vetro gelido e spiavo, attraverso il vapore del mio respiro, le luci aranciate sperdute nel buio, sentendomi avvolta dal tepore, dalla sicurezza e dalla perfezione di quel momento.
Con le sue mani calde e nodose tentava di scaldare le mie. Le mie conservano ancora nella loro memoria, la forma delle sue dita, i nodi dell’artrite che le rendevano grosse e storte, come radici forti ma sofferenti, il palmo reso liscio dal troppo lavoro, consumato dalla fatica, la fede e gli altri anelli che portava ormai fusi alla pelle, che suonavano una melodia metallica e disordinata mentre strofinava le sue mani alle mie.
La televisione sciorinava le sue risate e i suoi commenti sul mondo, tra la sigla di Ok il Prezzo è Giusto e quella del telegiornale, e anche la luce del lampadario pareva ronzare e parlarmi, ma io ero avvolta in un silenzio tutto mio, infranto da pochi cari suoni: il respiro concentrato e mormorante della nonna e l’intrecciarsi ritmico dei ferri con i quali prendeva vita un nuovo maglione."

Buon compleanno, nonna. Ovunque tu sia.

7 commenti:

acasaconlamamma ha detto...

Cara Tamara, sento quel che provi, lo struggimento, la nostalgia, il senso di perdita, è per questo che mi permetto di riportarti, una frase che tanto ha significato per me, che forse già conosci, e che riflette ciò che ho letto ora da te. "Nessuno può negare che sia molto doloroso perdere un essere caro, ma l’amore permette di superare questo dolore. Voi pensate che più si ama, più si soffre di una tale separazione. Al momento, sì, senza alcun dubbio. Ma se avete amato veramente un essere, con il tempo si crea un’altra forma di relazione tra lui e voi, e lo sentite come una presenza costante. Anche di notte, durante il sonno, siete con lui. Al mattino, forse non vi ricorderete di quell'incontro, perché i viaggi dell’anima durante il sonno solo raramente arrivano alla coscienza, ma con il tempo sentirete sempre più la forza di quel legame.
Dio non ha fissato limiti all’amore. L’amore è più forte della morte. Gli esseri che si sono amati di un amore vero non si lasciano mai: la loro anima supera tutti gli ostacoli della materia."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

maris ha detto...

Io ho ricordi struggenti della mia nonna materna, che ha vissuto a casa con la mia famiglia da qyando sono nata io a quando è morta lei (e io avevo 14 anni).
Capisco tutto ciòà che provi, Tamara...sono trascorsi 24 anni dalla sua scomparsa ma io non passa giorno che non abbia un momento almeno in cui penso a lei, alle sue risate, ai suoi racconti, alle sue vesteglie calde, ai sui abbracci...
Come ha scritto Acasaconlamamma prima di me anche io credo che chi si è amato davvero non si lascia mai. Nella tua memoria e nel tuo cuore tua nonna rivive e così mia nonna ne miei. A lei si sono aggiunti in questi ultimi 2 anni e poco più anche i miei genitori. Sono tutti lì che mi tengono compagnia, dentro di me.

Valentina ha detto...

Le nostre mani fra quelle di una nonna tanto amata...non dobbiamo essere tristi perchè non succede più ma felici di aver provato questa magica sensazione. Con quel gesto, più volte ripetuto, ci hanno trasmesso una parte di loro e adesso vivono in noi. Buona settimana

alessandra ha detto...

Ciao Tamara, blogger dice che non si può commentare ma io ci riprovo.

Leggendo il tuo post mi sembrava di rivivere qualcosa di mio. La mia nonna che cuciva, la sua casa sempre uguale con la radio in sottofondo, i ricordi di ben due guerre, la fatica eppure una vita sorridente e 4 figli!
Ogni tanto ripasso davanti alla sua casa a Milano e sogno, un giorno, di ricomprarmela!

Una mattina, verso le 6.00, mi sono svegliata certa di averla sognata. Quella mattina, a quell'ora, se n'è andata e io voglio crede che sia passata per salutarmi!
Qualche tempo dopo l'ho sognata ancora: era seduta sulla sedia a dondolo e mi diceva che dov'era lei si stava bene.

Grazie Tamara per avermi regalato un attimo di malinconia.

towritedown ha detto...

CiaoTamara,

ho letto questo tuo bellissimo scritto solo ora e sento tutta la tua mailnconia, dolce e fertile, invadermi.

Mi hai ricordato le mie, di nonne, nella loro diversità, nel loro portare fardelli in modo diverso: ma voglio restare sul tuo ricordo e sulle tue sensazioni, perchè le sento così vicine che non serve aggiungerne altre.

Grazie per avere condiviso con noi, in questo spazio, una parte così intima di te.

Grazia

cristina ha detto...

Ciao Tamara! è già da due giorni che penso alla tua "collina dei barattoli" e a qausto tuo post che ho notato e che non sono riuscita a leggere subito per la fretta...lo sapevo che c'era qualcosa di speciale che non potevo mancare di leggere...è un post magico e delicato in cui mi sembra di poter vedere davanti a me tutte le scene che racconti e descivi così bene!
Buon compleanno alla tua nonna!
Baci!

Tamara ha detto...

X Michela: cara Michela, grazie di cuore per la frase che mi hai riportato. Anche io sono convinta che in qualche modo i nostri cari rimangono vicini a noi e che si instauri con loro una diversa relazione. Avevo un legame molto forte con mia nonna e sono felice di esserle stata vicina, instaurando con lei un rapporto profondo, così da non avere rimpianti ora che non c'è più. So che lei mi sarà sempre vicina e, a volte, ti confesso, è come se la sentissi davvero presente in qualche modo. Un caro abbraccio

X Maris: cara Maris, anche la mia nonna materna è come se fosse vissuta con noi, perchè viveva solo due piani sotto di noi ed io passavo tanto tempo con lei. Sono passati quasi dieci anni dalla sua scomparsa, ma, come dici tu, il suo ricordo è sempre presente ed incredibilmente vivo. Un caro abbraccio anche a te

X Valentina: cara Valentina, hai proprio ragione. Bisogna essere felici per avere avuto l'opportunità di vivere quelle esperienze e di conoscere una persona che ci ha segnato la vita per sempre. Un bacione

X Alessandra: cara Alessandra, anche io ho fatto un sogno simile, ma riferito a mio nonno, che poi era il marito della nonna di cui parlo nel mio post. Anche lui mi diceva che stava bene dov'era. Mi piace pensare che ci vengano davvero a trovare ogni tanto, in un luogo a metà fra sogno e veglia. Un abbraccio

X Grazia: cara Grazia, grazie di cuore a te per le tue belle parole. Un bacione

X Cristina: cara Cristina, grazie mille anche a te per ciò che mi scrivi. Sono felice che tu abbia potuto "vedere" ciò che raccontavo. Un bacione