venerdì 2 marzo 2012

Oblio

"Oblio" di David Foster Wallace. Nell'estate del 2009, per caso, leggendo un articolo, scoprii questo scrittore. Ne fui incuriosita e decisi di andare in libreria per trovare qualcosa. Trovai "Oblio", ordinai "Infinite Jest" e "Questa è l'acqua". Ne è nato un amore contorto e difficile, fatto di passione e repulsione.
Non è facile da leggere, soprattutto per il suo modo complesso di scrivere. Periodi lunghi, lunghissimi, con preposizioni subordinate all'infinito. O almeno è così in alcuni dei suoi testi. I suoi temi, ugualmente, non sono facili e, almeno per me, all'inizio non troppo accattivanti. Eppure ci sono folgorazioni intessute nei suoi testi, che ti spiazzano e ti portano a pensare. Wallace parla della società di oggi in modo disarmante, mettendo in luce discorsi ed argomenti che di solito esulano dalla letteratura. Tratta anche tematiche "basse", corporee, come il "fare la cacca". Ma non è neppure questo il punto. Mi colpisce per come sa mettere a nudo alcuni punti deboli che sento in me e che probabilmente - sicuramente - sono annidati nell'intimo della maggior parte delle persone. Spesso ciò che emerge dalle sue parole è crudo, crudele, ma talvolta tremendamente reale.
Penso al racconto "Caro Vecchio Neon", che mi ha sconvolto. Mi sono ritrovata a domandarmi se ero anch'io come il protagonista, cioè se avessi sempre fatto delle azioni "buone", con lo scopo unico di suscitare una reazione positiva di approvazione nei miei confronti da parte degli altri. Oppure a "Mr. Squishy", in cui vi è anche una riflessione sul fatto che si giunge prima o poi ad un'età in cui ci si accorge di non essere speciali e che non si cambierà il mondo e, ancora, che anche senza di noi le cose possono andare avanti benissimo.
Ne "Il Canale del dolore" si snoda una riflessione sul rapporto che la gente comune ha con la celebrità. Cito a tal proposito: "Il conflitto tra la centralità soggettiva delle nostre vite da una parte e, dall'altra, la nostra consapevolezza della sua oggettiva mancanza di significato. La collocazione di un genere di paura totalmente nuovo, della morte causata dalla demografia - il fatto che il terrore di rientrare nella media rientrava a sua volta completamente nella media."

Wallace si è suicidato. Eppure non era uno nella media. No di sicuro. C'era un dolore in lui, soffocante, non nella media. In "Caro Vecchio Neon" il protagoinista si suicida. E mi ha fatto male leggere quelle pagine col senno di poi. Così come mi ha fatto male leggere una frase che mi ha ricordato proprio lui, la sua vita: "A volte aveva la sensazione che senza l'affetto dei suoi cani si sarebbe dileguato con un soffio come euforbia". Da quanto ho letto, Wallace aveva dei cani che amava moltissimo.
In questi racconti è umanissimo e distante al tempo stesso. Con occhio solo apparentemente gelido scandaglia nell'animo umano del nostro presente, ma credo che poi porti alla luce quello che trova con un'infinita pietà.
Sono racconti che non mi hanno lasciata estatica per le sensazioni positive o per le immagini belle e poetiche che vi sono rappresentate. Non c'è tutto questo in essi. Ma c'è molto altro. Qualcosa che non so definire e che non è solo il fatto che fanno pensare. anche altri libri mi hanno fatto pensare. E' qualcosa d'altro. Che va oltre. E che è immensamente grande.

Ciò che ho riportato sopra è, con qualche lieve modifica, quanto scrissi subito dopo aver finito il libro nel novembre 2009, dopo mesi di difficile ed intensa lettura, a piccoli sorsi, per non farsi male, come quando si beve acqua ghiacciata d'estate. Adesso, a rileggere le mie parole, mi torna prepotentemente la voglia di leggere ancora le sue parole.

Per chi non conoscesse questo autore: Wallace è stato un importante scrittore e saggista statunitense, definito dal New York Times come l' Emile Zola post-millennio" e ritenuto la mente migliore della sua generazione. Opere forse più conosciute sono "La scopa del sistema" e "Brevi interviste con uomini schifosi". Qui un articolo che svela qualcosa della sua visione delle cose.

Questo post partecipa al Venerdì del Libro.

13 commenti:

la povna ha detto...

E' difficilissimo oramai giudicare DFW al di là del suo essere mito. Io continuo ad amare soprattutto alcuni dei suoi straordinari pseudo-saggi. Un grande, di certo. Anche se alcune cose (e Oblio è tra queste) non mi convincono fino in fondo.

maris ha detto...

Non credo che adesso come adesso mi andrebbe di leggere qualcosa del genere....però certo che deve essere un'esperienza forte, da come la descrivi tu e da come lo percepisco io anche solo dai pochi richiami fatti.
Un uomo complesso, uno scrittore da scoprire. Me lo segno, ma per il futuro.
Un bacione Tamara!

cristina ha detto...

è un post interessante che mi fa venir voglia di approfndire l'argomento...anche se la mia formazione, più rivolta alle filosofie orientali,mi porta a vedere questo tipo di disagi in maniera differente...
comunque sia, sono pensieri scomodi che ho incontrato anch'io...soprattutto dopo i 40 anni!

Ciao Tamara, complimenti per il tuo blog che è sempre molto profondo e ricco di spunti interessanti!

Tamara ha detto...

X la povna: Sì, penso di capire quello che dici. Io l'ho conosciuto solo attraverso le tre opere che citavo e "Infinite Jest" non l'ho finito. Lo stavo leggendo mentre ero incinta e non me la sono sentita. Avevo bisogno di qualcosa di più leggero. Non so quindi dirti che penso del resto, posso solo dire che il mio rapporto con "Oblio" è, appunto, contrastato. Indubbiamente un autore che non lascia indifferenti.

X Maris: cara Maris, in effetti è una lettura un po' "pesante". Come dicevo alla 'povna, ho interrotto "Infinite Jest", mentre ero incinta. E' un po' tosto da digerire, ma se in futuro ne avrai voglia... :)

X Cristina: sono d'accordo con te sul come interpretare i disagi. Questo autore però mette in luce proprio i mali dell'uomo occidentale e ci dà una visione lucida del nostro sistema di vita "malato". E grazie mille per i bei complimenti che mi fai!!

Palmy ha detto...

Non conoscevo la storia di questo scrittore... approfondirò

Smile1510 ha detto...

Ciao Tamara, non ho mai letto niente di Wallace ma lo terrò presente, mi hai incuriosito!
buona domenica! baci :-)

Valentina ha detto...

No no....troppo aspro, troppo crudo, troppo vero! Non fà per me!

towritedown ha detto...

Mia cara,

sull'autore che hai proposto per il Venerdì del libro (a proposito, oramai sono diverse settimane che mi chiedo: come partecipare? Chiederò il tuo aiuto :-) mi trovi del tutto incompetente e ignorante.

L'ho incrociato in libreria e a casa di alcuni amici, che però non lo avevano letto con il tuo stesso entusiasmo, ma non l'ho mai letto: non posso che fare tesoro di questo tuo scritto per iniziare ad avventurarmi in questo nuovo mondo. Ti farò sapere!

Grazia

Tamara ha detto...

X Palmy e Smile 1510: sono felice di avervi incuriosito. Io ancora non so se è un autore che consiglierei, per tutti i motivi che ho esposto nel post e per il fatto che capisco possa essere una lettura non molto accattivante. Baci

X Valentina: ti capisco. Come dicevo sopra, non sono riuscita a continuare la lettura di uno dei suoi libri perchè era troppo forte e pesante e mentre ero incinta non era molto adatto. Un abbraccio

X Grazia: il mio giudizio su di lui è molto contrastato. Proprio amore e repulsione. E' molto complesso e pesante, ma al tempo stesso ha squarci di luce. Che dirti? Non so se consigliarlo, ma mi andava di parlarne. Le cose che colpiscono nella vita, in fondo, non sono solo quelle positive. Se leggi qualcosa fammi sapere. Il suo modo di scrivere può risultare molto irritante, penso, ma magari vale comunque la penda di leggere qualcosa di suo, come esperienza.
Per quanto riguarda il Venerdì del Libro, basta che il venerdì dedichi un post ad un libro e poi lasci un commento con il link nella pagina del Venerdì del Libro sul sito di Homemademamma ed ecco fatto! Un bacione!

vogliounamelablu ha detto...

Ciao! passo per un saluto e per lasciarti il link che mi chiedevi:
http://www.minimoblog.it/download/PoliticsOfHappiness_IT.pdf
Sono contenta di questa occasione perché così ho visto il tuo blog, che mi piace molto!
Questo libro me l'ha prestato mio fratello, che è un appassionato di Wallace: a me la sua scrittura e i temi turbavano così tanto che non sono riuscita ad andare avanti..

Tamara ha detto...

Ciao! Grazie mille per il link! Il verbo che hai usato per il libro di Wallace, "turbavano", è proprio giusto. Capisco quindi quello che hai provato nel leggerlo. Anche a me è capitato di sentirmi così. Un abbraccio e grazie ancora!

Stefania ha detto...

Ammetto la mia ignoranza in materia. Non conosco l'autore... La tua recensione è molto interessante e precisa ma al momento non è una lettura che mi sentirei di affrontare.

Tamara ha detto...

Ti capisco Stefania. In effetti non è una lettura che mi sento di consigliare. Però mi andava di parlarne perchè penso sia molto particolare. Un abbraccio!