martedì 13 novembre 2012

Il gioco delle noci


Pochi giorni fa mi sono imbattutta in questo articolo, che parla di qualcosa di - a mio parere - veramente curioso. Pare che in questo periodo dell'anno in Cina si scateni una vera e propria passione per le noci e per una serie di giochi ad esse legati. I cinesi sembrano allora trascorrere l'autunno tenendo in mano due noci, strofinandole una con l'altra, ma non solo. Il passatempo preferito sono le scommesse sulla bellezza e perfezione delle noci che scaturiscono fuori dal mallo. Il commercio delle noci a scopo alimentare è qualcosa che non permette di campare, mentre quello che riguarda le scommesse ed il collezionismo garantisce un giro di affari strepitosi.
Tutto ciò (di cui si trovano i dettagli nell'articolo sopra menzionato e qui) mi ha enormemente affascinato. La Cina è sempre un'incredibile insieme di tradizioni antiche e di capitalismo moderno e mi colpisce molto il fatto che vi sia ancora questa usanza così antica e che in un Paese che cresce a ritmo così frenetico (e per noi angosciante ed inquietante) vi sia ancora il tempo per qualcosa del genere. Trovo davvero particolare il fatto che (come viene sottolineato nel secondo articolo citato) le noci siano uno status symbol per i nuovi ricchi cinesi insieme ai beni di lusso tipicamente occidentali. Le noci sembrano incarnare perfettamente le contraddizioni di questo Paese.
L'azzardo ed il commercio sulle noci è qualcosa di più di una scommessa o del semplice collezionismo. Servono (come dice anche l'autore dell'articolo) tatto, immaginazione, attenzione, intuizione, così come, per i produttori, una sapiente capacità di creare innesti, modellare i malli, selezionare esemplari.
In particolare trovo molto bella la chiusura dell'articolo:
"I cinesi stringono sempre due noci nell'incavo di una mano. Le fanno ruotare, le premono l'una contro l'altra per affinarle, ascoltano la loro voce. Sono convinti che sia un'attività salutare per le articolazioni, contro la vecchiaia di ossa e cartilagini, e che dia una seria ripulita ai pensieri. Le belle noci passano di padre in figlio, raccontano la storia della famiglia e toccarle significa dare la mano a chi è andato via. Nei negozi di antiquariato si trovano frutti di valore, invecchiati in mani famose. Toccarle è un gioco che aiuta a non limitarsi alle piccole cose, come il volo di un aquilone perduto in fondo al cielo."
Pensavo a queste collezioni di noci che passano di padre in figlio come un tesoro prezioso, ad un uomo seduto sulla soglia che scruta il cielo facendo ruotare le noci tra le mani, ascoltandone il suono morbido e secco al tempo stesso. Ho provato a tenerne in mano due, a farne per qualche attimo il mio "antistress" e mi sono resa conto che in effetti è rilassante ed ispira immagini, storie, pensieri.
Se poi, come dice la medicina trazionale cinese, il gioco delle noci aiuta a rendere più fluida la circolazione sanguigna, a purificare l'organismo e a trattenere alcune caratteristiche (penso negative) del proprietario, allora il tutto assume una valenza terapeutica da non sottovalutare.
Fino ad oggi conoscevo soltanto il sapore particolarissimo del nocino, un liquore fatto con le noci (da cogliere rigorosamente la notte delle streghe, ovvero tra il 23 ed il 24 giugno), di cui ho ricevuto varie volte in dono qualche bottiglia da un amico che lo autoproduce in maniera eccellente.
Mario Rigoni Stern, in "Arboreto selvatico", ricorda una canzone popolare che si cantava in guerra e che diceva:
"Ti ricordi quelle sere
sotto l'albero di noce
mi dicevi a bassa voce ..."
Gli innamorati pare andassero sotto il noce a sussurrarsi parole d'amore, perchè nel passato le noci erano di buon augurio per le nozze (oltre che afrodisiache) e venivano lanciate agli sposi, invece dell'ormai imperante riso.
Per approfondire un po' miti e leggende sul noce (come su molti altri alberi e piante in generale), vado spesso a consultare un libro che amo molto: "Florario" di Alfredo Cattabiani (una vera miniera di notizie, come pure gli altri suoi libri simili, ma riguardanti altri temi). Qui riscopro il legame del noce con le divinità femminili greche e romane, da cui discende il collegamento con le streghe (vedi sopra rispetto al momento più adatto per cogliere le noci per il nocino). Nella notte di San Giovanni le streghe, secondo la leggenda, volavano nei cieli per raggiungere il noce di Benevento, sotto cui aveva luogo il sabba ed in generale, un po' in tutta Italia, il noce era considerato l'albero ideale per il sabba. Da ciò è discesa poi la credenza popolare che facesse male dormire sotto un noce.
Le credenze su questo albero sono ambivalenti. Simbolo di morte e di abbondanza al tempo stesso, è legato a qualcosa di magico ed ultraterreno, al punto che nelle favole (vedi fratelli Grimm) le noci sono legate a tesori od oggetti particolari, magari dotati di poteri.
Numerosi sono poi i giochi che, nell'antichità ed in un passato più recente, i bambini facevano proprio con le noci, tanto che ne è nato un modo di dire, "Giocare con le noci", proprio per intendere il gingillarsi.
Ho scoperto infine che vi sono numerosi proverbi ispirati a questi frutti. E le curiosità sono ancora tantissime sull'argomento.
Chiudo questo lungo post sperando che le mie due noci possano allontanare un po' dei pensieri e delle ansie di questi giorni. Come il cinese nell'immagine nata nella mia mente, forse devo anch'io trovare il tempo di mettermi seduta a guardare il cielo rigirandole tra le mani.

6 commenti:

maris ha detto...

E pensare che io delle noci conoscevo solo l'uso alimentare (tra l'altro mi piacciono tantissimo e amo annche il nocino) mentre ignoravo del tutto queste tradizioni, questi giochi....insomma: un bellissimo post insolito e interessante, Tamara, brava!

Tamara ha detto...

Grazie Maris! Nei libri e nei link che ho indicato si trovano tante altre informazioni particolari. Non ho riportato tutto, altrimenti il post diventava lunghissimo!:) Se hai tempo, dacci un'occhiata. Il libro di Cattabiani poi è proprio ricco! A presto!!

towritedown ha detto...

Stasera toglierò dal cestino della frutta secca due noci per conservarle come antistress: sono davvero interessata a quanto mi hai permesso di conoscere con il tuo post, voglio provare a portarle con me. Chissà...

Tamara ha detto...

Provaci Grazia. Magari funziona davvero. Le mie stanno appoggiate sul camino in attesa di essere riprese tra le mani. Le ho pure scelte di una dimensione e forma simile. Sembrano chiamarmi. Forse hanno capito che ho bisogno di loro? ;)

monicaalessia ha detto...

Ciao!
Ho anch'io giusto un paio di noci ancora avvolte nel mallo che stavo lasciando asciugare in un cestino in cucina.
Mi sa che tutti noi in questo periodo abbiamo bisogno di noci... Bello il post e il blog!
Il libro di Cattabiani che citi è uno dei miei preferiti!
Un abbraccio,
Monica

Tamara ha detto...

Ciao Monica! Grazie per essere passata e grazie per i complimenti. Il libro di Cattabiani è davvero molto bello, come anche gli altri che ha scritto. Tutte miniere. ;)