domenica 4 novembre 2012

Suoni consolanti

E' stata una domenica di nebbia. La collina ne era avviluppata e non si poteva scorgere niente oltre il giardino. E' caduta una pioggia lieve, discreta ma insistente.Giornata da casa. Amo in generale il cosiddetto "brutto tempo" e le giornate come questa mi fanno sentire protetta, come se potessi essere nascosta dalla vista del mondo. Forse una reminescenza della vita intrauterina, quando tutto è oscuro e distante, ma non vi è smarrimento, solo senso di protezione e calore.
A parte essermi tuffata in una consistente mole di lavoro di battitura testi, sono riuscita a dedicarmi anche un po' alla lettura di "I migliori anni della nostra vita" di Ernesto Ferrero, che non ha niente a che vedere con trasmissioni televisive, ma che rievoca in un modo coinvolgente ed irresistibile gli anni d'oro della casa editrice Einaudi. Un libro che ho comprato usato qualche mese fa e che d'improvviso ho iniziato a leggere, venendone inesorabilmente conquistata, trascinata, ammaliata. Oggi mi sono quindi persa tra i corridoi di Via Biancamano e tra le espressioni ed i moti d'animo di Calvino, Pavese, Bollati & co.
Questa sera, dopo un breve (raffreddori e mal di gola sono ancora di casa) ed allegro bagno con la mia piccola, mi sono lasciata di nuovo cullare da qualcosa. Questa volta non dalla nebbia, ma dal mio phon (e dalla mia bimba che mi sedeva in braccio aggrappata come un koala). Mentre mi asciugavo diligentemente i capelli (nel tentare di risparmiarmi dolori di cervicale), ho pensato a quanto adoro il suono consolante del phon, come pure quello della lavastoviglie e della lavatrice.
Ricordo che quando ancora vivevo nella casa dei miei genitori, fin da piccola, trascorrevo a volte ore in bagno, accanto alla lavatrice che girava e girava, calda e ripetitiva, mormorando la sua nenia sempre uguale e per questo così capace di ipnotizzarmi, di farmi perdere dietro ai miei pensieri fino ad annullarmi, una sorta di meditazione moderna.
Questi suoni in passato non esistevano. Se fossi vissuta in un altro tempo, non mi avrebbero potuto cullare, consolare, calmare il mio umore mutevole.
C'è ancora nebbia questa sera e la lavastoviglie mi sta cantando la sua ninna nanna. La nebbia mi ha fatto tornare in mente un libro letto anni fa, che mi era piaciuto molto, se non ricordo male. Si tratta di "Gap" di Marcello Fois, in cui il presente si intreccia con il passato proprio nella nebbia, che diviene un luogo in cui si annullano i confini spazio-temporali e teatro di un incontro tra tre giovani di oggi e altri giovani del passato, un gruppo di partigiani. Ecco il tema a me caro che ritorna, come un leit motiv di tutta la mia vita.
Continuo ad ascoltare il morbido canto della lavastoviglie riprendendo in mano il libro di Ferrero. Torno a sbirciare nelle stanze di Via Biancamano, a seguirne i protagonisti nel loro ritiro spirituale sulle Alpi e a sedermi accanto a Calvino...

5 commenti:

ilmiograndecaos ha detto...

Non ricordo se ti ho mai detto (scritto) che adoro l'atmosfera dei tuoi post? mi rimanda un senso di calma e il ricordo di giornate rilassanti in compagnia di un'amica che aveva una casa nei dintorni di Tortona.
La nebbia, il silenzio, la lettura e quei rumori di sottofondo di cui dici mi rilassano. Il fatto è che con due bambini vivaci - e per nulla casalinghi - ho smarrito il piacere di certe giornate. Oggi mi sono ricordata che devo ricordarmi (gioco di parole voluto) di essere così.
alessandra

Tamara ha detto...

Grazie Alessandra. Il tuo commento mi ha fatto immensamente piacere. Ne sono davvero felice. Spero tu riesca a recuperare un po' di spazio per dedicarti al silenzio ed alla pace.
Infine... Tortona??? Ma davvero??? Io ho fatto il liceo a Tortona!!!
Il mondo è sempre più piccolo... :)

MissMeletta ha detto...

Ma che meraviglia questi post... è vero c'è un'atmosfera che piace molto anche a me... poi è mooolto interessante quello sulle case abbandonate e sul libro fotografico :)))

maris ha detto...

Io amo l'estate, devo dire, ma starmene in casa nelle sere fredde, ventose o piovose mi fa sentire....bene. Si, perchè il calore di casa mia, del mio piumone, e nel mio caso il rumore consolante della stufa a pellet con in più la luce danzante della fiamma che si vede dal vetro sul davanti, mi fanno sentire al sicuro e felice.
Capisco quindi i tuoi pensieri, Tamara.
E ti ringrazio per avermi fatto conoscere altri due libri che ignoravo.
Ciao, spero vi rimettiatae tutti al più presto (io ho il monello con la tosse da giorni!).

Baci!

Tamara ha detto...

x MissMeletta: benvenuta! Grazie mille per i complimenti! Ne sono davvero contenta. Non conoscevo il tuo blog e sono andata a sbirciarmelo. Ci sono un sacco di cose carinissime! Me lo torno a guardare con più calma. Sul tema delle case abbandonate vorrei tornare a scrivere qualche altro post in futuro, perchè è qualcosa che mi affascina molto. Grazie ancora per essere passata!

x Maris: grazie a te Maris. Io dell'estate amo in particolare la notte. In realtà non c'è una stagione che non amo tutte le stagioni, perchè ognuna ha qualcosa di bello. Per quanto riguarda i libri, del primo penso di parlarne domani al VdL, se riesco a scrivere il post in tempo.
Mi dispiace per il tuo cucciolo! Qui situazione in miglioramento per tutti tranne che per me...Stavo meglio e adesso sono ripeggiorata. :(